Oggi siamo nelle langhe e precisamente nel comune di Neive e ci accingiamo a percorrere un viaggio eno-fantastico degustando un Barbera d’Alba superiore – Dante Rivetti.
La scelta delle cantine e dei vini che degustiamo è sempre legata ad un filo conduttore. Quello di proporre vini e cantine che possono regalare un emozione, un momento non banale e scontato.
La famiglia Rivetti è sicuramente legata al suo territorio, e, come si legge sul loro sito web : «Famiglia e terra. Radici di piante ma anche di persone.»
Ci accompagna in questo viaggio Andre, una persona che questa zona la bazzica per lavoro abbastanza spesso.
Andre è un amante della buona tavola e del buon vino e quindi... chi meglio per degustare un rosso di questo territorio?
Il nome Langhe è di origine celtica e significa “lingue di terra”. Si riferisce alle colline allungate, spesso dai fianchi molto ripidi, disposte in modo da correre tra loro parallele a formare tante vallate profonde e strette, attraversate dal fiume Tanaro, che le separa in due zone: al nord il Roero, al sud la Langa.
Le valli e le colline creano dei microclimi tali da conferire una particolar aromi al vino che vi si produce.
Neive, bellissimo borgo antico, è famoso fin dall’800 per la la produzione di vini predecessori dei famosi grandi vini piemontesi di oggi.
Il suo territorio è veramente un susseguirsi di vigneti e bellissime zone collinari che meritano un viaggio solo per il paesaggio.
Vero Andre? Un cenno è veramente eloquente del suo assenso…
Ma parliamo di questa Barbera:
è un vitigno a bacca nera molto diffuso in Piemonte e di origine antichissima.
La grande versatilità e resistenza, mista al colore intensissimo, spinsero i contadini in passato a coltivarne il vitigno e produrne vino.
Da vino nel tempo da vino “rustico” divenne poi un ottimo vino conosciuto nel panorama dei grandi rossi della regione e non solo.
Il colore è di un bel rosso rubino intenso... lo definirei "rosso Avis “, con riflesso aranciato.
Proprio bello da guardare !
Se lo analizziamo all‘olfatto sentiamo una bella complessità di profumi (tradotto per i neofiti tante tipologie di aromi ).
Passiamo dai sentori di prugna matura, mora di rovo e marasca “marmellatosa”… note di spezie (pepato) , ma anche lievemente balsamico e crostatoso (pasta frolla)…
insomma Andre, ti viene voglia di berlo?
Si?
A chi lo dici !
Al gusto e un vino di buon corpo, equilibrato in cui ritroviamo tutto il naso di cui sopra… caldo e morbidissimo (quasi vellutato)…
noi ci abbiamo sentito anche un leggero sentore di un tubero strano ( tipo barbabietola rossa o simile) e vi sfidiamo a capire meglio!
La persistenza è notevole e ne berremo sicuramente più e più bicchieri…
L'armonia e il territorio sono in questo bicchiere… dai Andre riprenditi dall’estasi!
Con cosa lo abbineremmo?
Sicuramente un carpaccio all’Albese ma, una bagna cauda piemontese non sarebbe male seduta al tavolo con questo Signor vino!
Abbinamenti
Carne cruda all’Albese


