Cari compagni di viaggio, oggi degusteremo un De Gaioncelli – Brut Satèn 2019. Saremo infatti con la mente e la fantasia in Lombardia, a sud del lago d’Iseo (BS).

In quell’anfiteatro che ospita le dolci colline moreniche del Sebino,  fino al 1928 si trovavano i borghi di Colombaro, Borgonato, Timoline e Nigoline, anno in cui si unificarono sotto un unico nome, dando origine al comune sparso di Corte Franca.

Le quattro frazioni tutt’ora mantengono ben salda la loro identità, e ciascuna di queste conserva nel proprio territorio diverse testimonianze storico-culturali.

La storia di questi centri abitati è molto antica e si intreccia fortemente con il territorio in cui sono inseriti.

Tra il XV e il XVI secolo, sotto il dominio della Repubblica di Venezia, si ebbe un forte sviluppo dell’agricoltura e, con essa, la viticoltura.

Si tratta di una condizione pedoclimatica (che riguarda cioè le condizioni del suolo e del clima) ideale per la nascita e lo sviluppo della vite, in un luogo dove nel tempo è avvenuta la  trasformazione della Franciacorta da zona di produzione di vino bianchi e rossi alla terra delle famose bollicine che tutti oggi conosciamo.

Se continuiamo a pensare, chiudendo gli occhi, alle dolci colline ed al fresco venticello serale allora siamo sicuramente giunti a destinazione…

Bene, come avete capito siamo quindi arrivati virtualmente nella bellissima Franciacorta e precisamente nel comune di Corte Franca e andremo a parlare dell'azienda De Gaioncelli.


Fatta di persone che hanno fatto della passione e della conoscenza del territorio la formula giusta per produrre vini veri, vini che esprimono le giuste emozioni a chi degusta.


Oggi ci accompagna un ospite d’eccezione: il maestro Maurice, persona di grande spessore che sa un aneddoto più del diavolo!

Oggi degustiamo uno stupendo metodo classico De Gaioncelli – Brut Satèn 2019

Maurice, che dici ? Cominciamo?
«Alla grande!»

Versiamolo allora… ci appare subito qualcosa di inconsueto, un vino di un colore giallo paglierino scarico… ma di una lucentezza particolare, come la “luce del neon calda”.

« …tipo cedrata Tassoni., con queste bollicine così fitte…»

Ottima osservazione, ragazzo!
Ma che mi dici dei profumi che sprigiona questo calice?

Una complessità notevole all’olfatto.
Passiamo dai sentori di frutta come la pesca nettarina, albicocca ( anche i nostri marusticani), i fiori (timo, limone) al profumo di erba un po’ essiccata che dà quella nota erbaceaIntrigante!

Ma una cosa ci ha colpito inaspettatamente…
quel sentore salmastro (di lago insomma) in senso positivo ovviamente.

Che dice maestro?
«Mi sembra di essermi tuffato nel lago d ‘Iseo».

Che sorsata… una salivazione a 100 (sinonimo di freschezza), secco, sapido e con una piacevole nota amarognola finale un vino assolutamente equilibrato e persistente!

Maurice esulta: – «molto persistente!».

Un vino che possiamo tranquillamente definire armonico… un vero vino che ci fa assaporare il territorio da cui nasce!

Abbinamenti

Brodetto di pesce alla vastese o spigola all’acqua pazza

Vai alla ricetta del brodetto di pesce alla vasteseVai alla ricetta della spigola all'acqua pazza

© Immagini Barboglio De Gaioncelli

De Gaioncelli – Brut Satèn 2019

www.barbogliodegaioncelli.it

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