Oggi degustiamo questo Trento DOC brut nature 2018 di Marco Tonini metodo classico direttamente dalla nostra Vallagarina, la porta del Trentino.

Un anello di congiunzione tra territori e culture diverse, pianura e montagna, civiltà italiana e mitteleuropea.

Una terra dove non sai se guardare i castelli o le colline coltivate a vite, e dove la cultura si mischia alla storia in un fascino notevole.

In questo viaggio nel vino e nella fantasia di oggi ci accompagna il nostro amico Michele, Mitch per gli amici.

Lui è un neo ingegnere che ha la brutta abitudine di bere bene ed avere un padre e una madre che gli hanno trasmesso una certa passione per il “buono” della tavola.

Visto che si è appena laureato si è preso un po’ di tempo per accompagnarci.

Allora, bando alle chiacchiere e andiamo alla scoperta di questo di questo vino.

Ricordiamoci che un buon vino è sempre il riflesso del suo produttore.

Marco Tonini è un personaggio, una persona di quelle vere, di quelle ammanettate al territorio.

Molto amico della famiglia Letrari, noti produttori di vino del Trentino, quando lo cerchi per comprare il vino o per andare a fare la visita in cantina, non lo trovi mai.

Quindi, provi e riprovi a telefonare…
Alla fine quando lo riesci a trovare, lui ti dice «Se sono in vigna non rispondo al telefono» (giustamente aggiungerei)!

Beh, di sicuro lui la passione per quello che fa la esprime in tutti i mdi possibili.


Il Trento DOC in generale è una delle bollicine italiane che preferisco.

In particolare questo Brut Nature è un 70% Chardonnay e un 30% di Pinot Bianco (abbastanza inusuale per la vinificazione delle bollicine italiane).

Mi colpisce subito perché è un è un vino con un colore bellissimo giallo paglierino dorato intenso che mi ricorda un po' quei vini francesi passiti tipo i Sauternes, anche se ovviamente non lo è.
La somiglianza è solamente riferita a quel colore che hanno i vini passiti.

È veramente piacevole guardarlo.


Mitch vedi questa a bollicina, questo perlage, molto fine e molto persistente?
Insieme al colore mi fa proprio venire voglia di assaggiarlo.

Però ovviamente, quando esploriamo un vino, l’altra cosa che vogliamo sentire sono i profumi che questo vino si porta dal territorio, dalle lavorazioni, dalla concezione che il produttore ha del vino che realizza.

Se lo andiamo ad “annusare” (passatemi il termine” questo vino è praticamente un incrocio fra l’agrume e la collina sul mare… ed è quello che mi ricorda, nel senso… è un connubio intenso fra una mineralità marina ed un agrume!

Lo sento anche un un po' mieloso.

Se lo assaggiamo (finalmente!) è bello secco.

Ovviamente è un dosaggio zero (ovvero la percentuale di zuccheri è molto bassa o tendente al nulla quindi è molto secco già in partenza), ma non è affatto fastidioso.

È molto fine con un ottimo equilibrio e una gran persistenza (cioè lo sentiamo per un po di tempo sul palato).

Veramente un vino piacevole da bere, di quelli che ne bevi uno leveresti altri 10 bicchieri (si fa per dire, non bisogna mai esagerare ovviamente).

Il nostro compagno di viaggio, amici, non sta dicendo assolutamente niente perché si sta gustando il suo vino e se lo sta bevendo facendosi un viaggio mentale nelle colline Val di Isera nel mezzo di questi vigneti e questi borghi e castelli.

Magari pensando a Marco Tonini nelle vigne che mette tutta la cura e la passione possibile nel proprio vino (che poi noi ritroviamo nel bicchiere).

Lui mette la passione nel produrlo e noi la mettiamo nel degustarlo!

Ecco, adesso ha finito di bere e mi dice con uno sguardo appagato «Questo vino è nelle mie righe» che è la frase tipica di Michele.

«Visto che è quasi ora di pranzo cosa mangeresti mentre lo degusti?»

Che dire, a noi vengono alla mente i canederli alla trentina!
Attenzione, sembra un piatto un po’ scontato ma non lo è assolutamente.

Amici, Mitch mi sta guardando e mi dice «con questo vino si che mi piacciono».
E se lo dice lui, che non è un amantissimo, l’abbinamento effettivamente ci sta.

Alla prossima e buone degustazioni a tutti

Il nostro compagno di viaggio, amici, non sta dicendo assolutamente niente perché si sta gustando il suo vino e se lo sta bevendo facendosi un viaggio mentale nelle colline Val di Isera nel mezzo di questi vigneti e questi borghi e castelli.

Magari pensando a Marco Tonini nelle vigne che mette tutta la cura e la passione possibile nel proprio vino (che poi noi ritroviamo nel bicchiere).

Abbinamenti

Canederli alla trentina

Vai alla ricetta del Canederli alla trentina

© Immagini Marco Tonini

Trento DOC Nature – Marco Tonini – 2018

www.marcotonini.it

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